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Lutto a Napoli, è morto Adam Jendoubi: l’attore dei video di Liberato

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Morto a Castellammare di Stabia (Napoli) l’attore Adam Jendoubi; aveva avuto un arresto cardiaco alle prime ore del 1 gennaio.

È morto Adam Jendoubi, il modello e attore 23enne era ricoverato dal 1 gennaio nell’ospedale “San Leonardo” di Castellammare di Stabia (Napoli): gli ultimi esami, da fonti sanitarie, mostravano un peggioramento dell’edema cerebrale ed una persistenza di minima attività elettrica. Il giovane era noto al pubblico per avere partecipato ai video del cantante Liberato e per avere interpretato il ruolo di “Aucelluzzo” nel film “La paranza dei bambini” di Claudio Giovannesi (2019).

Adam Jendoubi era in coma al San Leonardo
Il ragazzo, in coma non indotto, era stato nelle scorse ore sottoposto a nuovi accertamenti diagnostici con tac ed elettroencefalogramma, i suoi parametri vitali vengono costantemente monitorati. Inizialmente erano state effettuate la tac e i test tossicologici, che non avevano evidenziato gravi compromissioni o l’assunzione di sostanze stupefacenti o alcolici, ma i sanitari si erano riservati di procedere con ulteriori esami più approfonditi non appena le condizioni lo avessero consentito. Nei giorni successivi, però, il quadro clinico è peggiorato.

Non è, intanto, ancora chiaro cosa gli sia successo: Jendoubi era stato soccorso alle prime ore del 1 gennaio in viale delle Terme, a Castellammare di Stabia, riverso al suolo e in stato di incoscienza; sul volto aveva diverse lesioni presumibilmente dovute all’impatto a terra. Era intervenuta una ambulanza del 118 e l’equipaggio, dopo aver constatato l’arresto cardiaco, lo aveva portato d’urgenza al “San Leonardo”.

Secondo le informazioni trapelate Jendoubi aveva partecipato ad una festa di Capodanno, successivamente aveva perso i sensi ed era finito al suolo provocandosi così le gravi lesioni al viso. Nei giorni successivi era stato sottoposto a numerosi accertamenti clinici ma le sue condizioni erano apparse da subito molto gravi, soprattutto per i danni causati dalla mancanza di ossigeno al cervello dovuta all’arresto cardiaco.

I primi test tossicologici avevano avevano dato esito negativo, non riscontrando tracce di alcol o stupefacenti. Jendoubi era stato sottoposto ad una tac che aveva evidenziato un grave edema cerebrale e, apparentemente, l’assenza di danni permanenti. Nei giorni successivi il quadro clinico è peggiorato fino al tragico esito di ieri pomeriggio.

Il fratello del 23enne, Habib Jendoubi, con una struggente storia su Instagram ha voluto ricordarlo e ha sottolineato la sua maturità nella scelta, ad appena 18 anni, di voler donare gli organi se gli fosse successo qualcosa:

Fonte: FANPAGE.IT

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